Questa volta è stata veramente dura! 🙂
Il recupero che vi voglio raccontare è durato molto (e non ancora del tutto concluso) ed ha coinvolto una buona parte d’Europa per il reperimento dei componenti. Ma è stata una sfida intrapresa per due motivi:
Uno era affettivo: il Mac Plus era uno dei computer che avevo circa 26 anni fa (era già vecchio, in quel periodo la mia postazione di lavoro era un Quadra 840), l’avevo comperato di seconda mano e mi ero deciso a venderlo (insieme all’Olivetti M24) per metter insieme un po’ di soldi e sposarmi.
L’altro era capire quanto una macchina dichiaratamente “morta” (e vedrete le foto) ed obsoleta, poteva essere recuperata a distanza di un quarto di secolo (!).
E poi, diciamola tutta: quel simpatico Mac “allinone”, mi mancava…
Cominciamo la narrazione…

Siamo a Dicembre 2018, quando su eBay trovo un’asta di un MacSE proveniente dalla Francia, il prezzo sembra buono (anche se il computer ha dei problemi e viene fornito senza tastiera e mouse), così faccio un’offerta. L’asta, per fortuna, finisce quasi deserta ed io risulto vincitore!
Nelle aste online cerco sempre macchine con problemi o mancanti di qualche accessorio, di solito sono le meno ambite dai collezionisti della domenica e mi diverto molto di più in un secondo momento nel ripararle.
Alla chiusura dell’asta, il venditore mi chiede se sono interessato anche all’acquisto di un Mac Plus…
Ma certo che sono interessato, ma dipende dal prezzo!
Il prezzo è spudoratamente basso per un Plus (che di solito si aggira su 400,00-500,00 euro) e se vedete la foto che mi mandò allora il venditore, capirete perchè 🙂

Non so cosa sia successo a questo Mac, forse è caduto da un mobile o qualcosa di pesante l’ha colpito. Ok, il rischio c’è, potrebbe essere spezzato il collo del CRT, che vorrebbe dire dover trovare un 9″ di ricambio, (per fortuna su eBay si trova e non costa nemmeno troppo). Magari il cavo del flyback è strappato (il flyback è il trasformatore di riga per fornire l’elevata tensione di anodo di un cinescopio, ed è già un pelo più difficile da reperire e costosetto). E la scheda analogica in che condizioni sarà? Magari è bruciata.

Inoltre c’è il mascherino da recuperare, ho pensato che lavorerò con pazienza e colla bicomponente, rinforzando le parti più soggette a carico (il mascherino anteriore sostiene il CRT) con una intelaiatura in fil di ferro.
Sono tutte deduzioni, da una foto troppe cose non si possono capire, e non so nemmeno in che stato sia il retro del case, il venditore onestamente lo vende come rotto per ricambi.

Ecco il come si presentava il Mac all’arrivo

Alla fine decido che nella peggiore delle ipotesi potrò sfruttarlo appunto come “magazzino” per un eventuale recupero di componenti per il Mac a venire, quindi utilizzando la spedizione già pagata per l’SE, decido di approfittare dell’offerta e pago la piccola differenza.
Dopo “solo” un mese dalla spedizione, arriva finalmente il pacco (sarà stata anche la coincidenza con la protesta dei gilet gialli francesi ma non ho mai avuto una spedizione così lenta dalla Francia).

Quello a lato è quello che si presentava a pacco aperto: cinescopio sospeso ad un angolo con una vite ancora ancorata allo chassis e dall’altro ai cavi elettrici dello zoccolo del CRT (!)

Per fortuna il CRT è salvo

Dopo aver aperto il pacco delicatamente, giro il Mac per vedere il retro, il case ha solo qualche rottura e qualche buco, spero solo che i pezzi mancanti siano caduti all’interno della macchina. Con l’apposita torx “lunga” tolgo le 4 viti e sfilo il guscio posteriore, ecco quello che vedo e che mi rende molto felice! CRT integro e collo con connettore senza crepe, il cinescopio è salvo!
Ad una prima ricognizione anche le schede (analogica e digitale) sono integre, vedo solo alcuni condensatori “sospetti”. L’interno è in ordine e qua e là ci sono pezzettini di plastica del mascherino, comincio a raccoglierli in una vaschetta, mi serviranno per tentare la ricostruzione.
Smontate le schede, inizio la ricognizione delle analogica: sono presenti i tipici difetti che queste macchine manifestano con l’età. Principalmente sono i condensatori a presentare problemi per la (bassa) qualità dell’elettrolita che seccandosi, perde le sue caratteristiche elettriche, compromettendo la piena funzionalità dell’apparato.
In un Mac Plus, tutto ciò è accentuato dalle alte temperature che si sviluppano, in quanto progettualmente non è stata prevista alcuna ventola per l’espulsione dell’aria calda (raffreddamento per convezione). Per questo motivo un eventuale “recap” di queste unità è sempre molto consigliabile e possibilmente con componentistica adatta alle alte temperature (105°).

Il condensatore C1 prima e dopo la sostituzione

Il componente che presenta un vistoso rigonfiamento (e quindi urgentemente da sostituire) è il C1, spesso in letteratura tecnica ne è consigliata la sostituzione anche in assenza di visibili deterioramenti; infatti, a causa di un errore progettuale, è stato scelto un elettrolitico NP (non polarizzato), mentre nelle release successive è stato usato un più consono poliestere ad alta frequenza e per alte temperature.
E’ proprio con questo che intendo effettuare la sostituzione, perciò inizio a cercarlo nei (pochi) negozi locali, ma trovo solo modelli MKT da montaggio orizzontale, non resta che provare su internet (eBay in primis) e mandarlo a prendere, ed eccolo infine sostituito nella foto a lato.

I due condensatori di filtro (spesso denominati “RIFA”), si noti al centro il loro deterioramento

Procedo quindi alla sostituzione dei condensatori di filtro nello stadio di alimentazione: sono i famigerati RIFA, tristemente noti perchè, quando deteriorati, tendono a scoppiare e bruciare emanando un cattivo odore e sporcando circuito stampato e componenti circostanti. Una volta smontati sono presenti delle crepe negli involucri, sintomi di prossimo cedimento e quindi la loro sostituzione, anche in questo caso, era necessaria. (ho usato degli equivalenti di produzione recente).

Il condensatore sostituito sfruttando un piccolo trucco 🙂

Proseguendo nella ricognizione, mi accorgo di un condensatore elettrolitico che presenta un involucro leggermente schiacciato. Si tratta di C5 un semplice elettrolitico da 47uF che probabilmente è stato urtato dal CRT al momento della caduta del Mac, rimanendo danneggiato.
Fortunatamente ho il ricambio, ed anche del tipo per alte temperature (105°) ma con montaggio verticale, mentre l’originale è un elemento a montaggio assiale (orizzontale). Nessun problema, come vedete in foto, con un piccolo “hack” il gioco è fatto!

Nella foto i punti più soggetti al distacco delle saldature

E’ il momento di ricontrollare per bene tutto e pulire le saldature con alcool isopropilico. Come consigliato nella documentazione tecnica dò uno sguardo anche al lato B del circuito analogico, cioè al lato saldature. Il circuito stampato della scheda analogica è sottoposto a diverse sollecitazioni sia meccaniche, in quanto è posizionato verticalmente e funge anche da intelaiatura per il cestello drive e la scheda logica; sia termiche, per le temperature sviluppate dai trasformatori della parte alimentazione e dal cinescopio, il  tutto aggravato, come abbiamo visto, dall’assenza di un efficace sistema di ventilazione forzato (ventola). Per questo è buona norma “ripassare” le saldature che ad una ispezione visiva ci sembrano dubbie (di solito presentano una piccola aureola, sullo stagno depositato nella piazzole, sintomo di un distacco della lega stagnante). In particolare vanno controllate quelle relative a connettori, la presa e l’interruttore di alimentazione, i collegamenti dei diversi trasformatori.

Riparazione del portabatteria

Prima di rimontare la scheda analogica, mi accorgo che il portabatterie, in cui è una pila che serve a mantenere alimentata una piccola memoria contenente le impostazioni del Mac, (denominata PRAM) risulta staccato dal circuito stampato. Si sono spezzati i supporti in plastica. Il portabatteria, rimontato il guscio posteriore del Mac, viene inoltre fissato anche con una vite allo chassis, è quindi anche elemento di fissaggio. Per questo decido di ripristinare le rotture, anche se so, che non potrò usarlo ancora per la batteria originale. La pila modello Eveready 523, scelta trent’anni fa dai progettisti del Mac non è più in produzione da tempo e quei pochi che la vendono hanno costi esagerati (25$ più spese). La sostituirò quasi certamente con un pacco di 3 batterie AA per un totale di 4,5v (e lo vedremo in un altra puntata). La riparazione del danno, in questo caso, è facile e veloce: basta qualche goccia di colla cianoacrilica (Attak) e un bel morsetto per tenere il pezzo in posizione et voilà!

Il mascherino frontale completamente disastrato

Adesso devo occuparmi della parte più impegnativa, il Mac che ho acquistato, ha il mascherino completamente distrutto e mancava di tastiera e mouse (che non sono le classiche ADB). Nel prossimo articolo quindi vi parlerò delle soluzioni trovate… a presto!

2 commenti il Recupero Macintosh Plus – 1a parte

  1. Ciao ho un Apple Classic, da un po’ di tempo non si accende più. Ieri ho provato a riaccenderlo ed ha fatto un piccolo botto! Che può essere? Ma tu li ripari?

    • Ciao Federico,
      Il botto potrebbe essere un condensatore esploso, il classic ha un alimentatore switching in un contenitore metallico montato verticalmente. Potrebbe essere uno dei condensatori antidisturbo (di solito marca Rifa) oppure un elettrolitico di livellamento.
      Problema abbastanza comune e facilmente risolvibile.
      Sì, di solito i computer li riparo (è la parte più divertente), ma tu, di dove sei?

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